C’era una volta tale Vulpot. Cinquant’anni fa o giù di lì. Una leggenda. Gestore di rifugio, di quelli duri e puri, per l’anagrafe Giuseppe Ferro Famil, Guida Alpina oltre che leggenda. Si narra che il volenteroso aiutante di Vulpot, controllato e valutato, munito di opportuno binocolo, il numero di presenze giornaliere presunto, aggiungeva, sotto la supervisione del capo, acqua sufficiente al sempiterno miscuglio eterogeneo di verdure assortite e diavolo sa cos’altro, forse anche del sale, forse anche qualche patata, così per il tocco. Poi tornava al meritato riposo insieme al Comandante, uno con la sua pipa l’altro con le sue braghe corte e aspettavano placidamente gli eroici e affamati alpinisti per rimpinzarli della celebre leccornia. Agiografia montanara.

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Passa il tempo, cambiano i palati, le esigenze, le mode e la gloriosa brodaglia va in pensione.
A Capanna Mautino la cucina rimane comunque semplice, casalinga e genuina, con un occhio di riguardo ai piatti tipici della tradizione piemontese, in particolare gli antipasti e i prodotti d’eccellenza del territorio. La polenta, di mais rari macinati a pietra dal Mulino di Piova di Cuorgne, la fa da padrona, accompagnata dalle carni della macelleria Alliano di Rivera associato a “LA GRANDA” presidio Slow Food per la tutela della razza piemontese e dai formaggi della cooperativa del Lago Nero. I dolci, strudel, crostate e dessert al cucchiaio, sono rigorosamente fatti in casa, provare per credere. Per finire la scelta dei vini che accompagna i nostri piatti spazia dalla produzione della cantina di Vinchio Vaglio, sino ai vini aspri e duri della Val di Susa.